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Milano, 31 gennaio 2024

I Disturbi Alimentari rappresentano una sfida per gli addetti ai lavori sia sul piano delle cure che per l’inquadramento nosografico. Buona parte della sintomatologia, se si esclude la perdita o l’aumento del peso corporeo, è condivisa con altri disturbi nell’ambito psichiatrico ed offre spunti di riflessione per un’indagine più approfondita soprattutto in un’ottica di prevenzione. Chi ne soffre può avere un disturbo psicotico, dell’umore o di personalità, coprendo pertanto una vasta area delle patologie psichiatriche.

I disturbi alimentari sono quasi sempre caratterizzati da un’alterazione della percezione dell’ immagine corporea che può arrivare ad essere un vero e proprio disturbo.

L’anoressia si distingue per un’eccessiva perdita di peso e colpisce le donne 8 volte di più rispetto agli uomini. In ragione di questo ci si riferisce a questa patologia pensandola soltanto al femminile, ma esistono anche gli anoressici. Il soggetto portatore di questo disturbo si spinge nella perdita del peso sino a mettere a rischio la propria vita perché coerentemente alla convinzione di essere grasso si ostina a restringere l’alimentazione o a fare in modo di perdere chili con comportamenti eliminativi come il vomito autoindotto, l’uso improprio di lassativi e l’esercizio fisico eccessivo e compulsivo. Le condizioni di salute talvolta sono compromesse al punto da richiedere l’ospedalizzazione.

Nella bulimia invece è la perdita di controllo dell’ingestione di cibo che comporta forte angoscia rispetto all’immagine corporea, e per tale motivo si ricorre anche in questo disturbo a strategie compensatorie, senza riduzioni eccessive del peso corporeo come nell’anoressia .

Negli ultimi anni si riscontra un abbassamento dell’età di esordio (12 anni) dei disturbi alimentari , con picchi ai 15 e 18 anni.

L’approccio che si ritiene più efficace per il trattamento dei disturbi alimentari è quello multidisciplinare-integrato, considerando l’aspetto psichiatrico e la frequente l complicanza medica.

Le figure professionali chiamate alle cure di questi casi sono quindi numerose e le terapie utilizzate sono le psicoterapie individuali, di gruppo, terapie psicoeducative alimentari , terapie familiari e farmacologiche.